Come aprire un coworking: requisiti, costi e iter completo

Per aprire un coworking servono SCIA e, per locali oltre certe metrature, il certificato prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco. L'investimento è in arredi, connettività e allestimento (€40.000-150.000). Il modello di business si basa su abbonamenti ricorrenti e servizi aggiuntivi (sale riunioni, domiciliazione).

Consiglio esperto

Il servizio di domiciliazione legale per le aziende clienti (€50-150/mese per cliente) può generare un flusso di ricavi ricorrenti con costo marginale quasi nullo.

Panoramica

Investimento

€40.000 - €150.000

Tempi di avvio

3-6 mesi

Difficoltà

media

65

Score di Fattibilità

Buono

Quanto è facile e conveniente avviare questa attività

Licenze e requisiti

Le licenze rosse sono obbligatorie, le grigie sono facoltative o condizionate.

SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Ente: SUAP del Comune

Comunicazione obbligatoria per avviare un'attività commerciale o artigianale.

Costo: €0 – €200Tempo: Immediato (silenzio-assenso 60 gg)

Certificato prevenzione incendi

Ente: Vigili del Fuoco

Obbligatorio per locali oltre determinate metrature.

Costo: €500 – €2.000Tempo: 30-90 giorni

Forme giuridiche consigliate

Ditta individualeSRLSAS

Nota: Le informazioni sono indicative e aggiornate al 2025. Le normative variano per Regione e Comune. Verifica sempre presso il SUAP del tuo Comune e consulta un commercialista o un consulente del lavoro prima di avviare l'attività.

Approfondisci: guida completa alle licenze per aprire un'attività — SCIA, HACCP, SAB e autorizzazioni settoriali spiegate nel dettaglio.

Costi dettagliati

Investimento totale stimato

€40.000 - €150.000

Range modello: €40.000 – €150.000

🏠Affitto mensile

€1.000 – €4.000

🔧Attrezzature

€10.000 – €40.000

🏗️Ristrutturazione

€15.000 – €50.000

📋Licenze e permessi

€500 – €2.000

📢Marketing iniziale

€2.000 – €8.000

💰Capitale circolante

€5.000 – €20.000

Nota: I costi indicati sono stime al netto di IVA. Non includono oneri fiscali ricorrenti (imposte, contributi INPS) né i costi di gestione mensili post-apertura (affitto, utenze, personale, materie prime).

Costi ricorrenti mensili (stima post-apertura)

Affitto

€1.000 – €4.000

Utenze

€200 – €800

Personale

Variabile

Materie prime

Variabile

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Competenze e formazione

Le competenze obbligatorie sono requisiti del titolare o del responsabile tecnico. Le altre possono essere coperte dal personale dipendente.

Community management

intermediopersonale

Gestione spazi e prenotazioni

basepersonale

Marketing B2B e networking

intermediopersonale

Formazione consigliata

  • Corso gestione spazi condivisi
  • Corso marketing digitale B2B

Personale necessario

Dipendenti

13

persone (titolare incluso)

Ruoli chiave

Community managerReceptionist

Iter burocratico passo per passo

Nota: L'ordine indicato è orientativo. Alcuni step sono eseguibili in parallelo (es. iscrizione INPS e presentazione SCIA si fanno contestualmente con la Comunicazione Unica). I tempi reali dipendono dal Comune.

1

Scelta della forma giuridica

Decidere tra ditta individuale, SRL, SAS o altra forma in base a investimento e soci.

Tempo: 1-2 settimane→ Sequenziale

Documenti necessari:

Documento d'identitàCodice fiscale
2

Apertura Partita IVA

Registrazione presso l'Agenzia delle Entrate con codice ATECO corretto.

Tempo: 1-3 giorni→ Sequenziale

Documenti necessari:

Modello AA9/12 o Comunicazione Unica
3

Iscrizione al Registro Imprese

Iscrizione alla Camera di Commercio territorialmente competente.

Tempo: 5-7 giorni→ Sequenziale

Documenti necessari:

Comunicazione Unica
4

Presentazione SCIA al SUAP

Segnalazione certificata di inizio attività al Comune, con planimetrie e requisiti.

Tempo: Immediato (silenzio-assenso 60 gg)→ Sequenziale

Documenti necessari:

SCIA compilataPlanimetria localeAttestati richiesti
5

Iscrizione INPS e INAIL

Apertura posizioni previdenziali e assicurative per titolare e dipendenti.

Tempo: Contestuale alla Comunicazione Unica⇄ Parallelo

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Indicatori di business

Margine netto medio

15-30%

Tempo break-even

18-36 mesi

Sopravvivenza a 5 anni

50-60%

Analisi territoriale: i 5 comuni con le condizioni migliori

Se hai già verificato requisiti e costi, ecco i comuni con il punteggio più alto secondo il nostro modello di analisi territoriale.

Vedi la classifica completa con tutti i comuni analizzati.

Come scegliere il territorio

Per coworking, il driver è la densità di attività economiche (clienti B2B) o la popolazione attiva (clienti B2C). Valuta se il tuo target è concentrato nei centri direzionali delle grandi città o distribuito nei comuni periferici: il modello di business cambia radicalmente.

Un punteggio alto non garantisce il successo: verifiche sul campo — passaggio pedonale, costo degli affitti, concorrenza diretta nella stessa via e accesso ai trasporti — restano indispensabili. L'Indice IAT è un orientamento basato su dati aggregati, non una garanzia.

Domande frequenti

Le licenze obbligatorie per coworking sono: SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). La SCIA si presenta online tramite impresainungiorno.gov.it (serve firma digitale o SPID).

L'investimento stimato è €40.000 - €150.000, suddiviso tra attrezzature (€10.000 – €40.000), ristrutturazione (€15.000 – €50.000), licenze (€500 – €2.000) e capitale circolante (€5.000 – €20.000).

Sì, per la maggior parte delle attività commerciali è necessaria l'apertura della Partita IVA con il codice ATECO corretto, l'iscrizione al Registro Imprese e le posizioni INPS/INAIL. Il tutto si fa con la Comunicazione Unica.

Per coworking servono in media 1-3 persone. I ruoli chiave sono: Community manager, Receptionist.

I tempi medi di avvio sono 3-6 mesi, comprensivi di iter burocratico, ristrutturazione del locale e allestimento. Il break-even si raggiunge in 18-36 mesi.

1) Verifica i requisiti professionali; 2) Scegli la forma giuridica; 3) Apri la Partita IVA; 4) Iscriviti al Registro Imprese; 5) Presenta la SCIA al SUAP del Comune; 6) Ottieni le autorizzazioni specifiche (SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)).

Guide per altre attività

Riferimenti normativi

  • D.P.R. 151/2011 (prevenzione incendi)
  • D.Lgs. 81/2008 (sicurezza lavoro)

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